giovedì 19 gennaio 2017

Il Fremito nella Forza: Atto II

Musica: Ascoltami

V'è oscurità tutto intorno.

La fiammella della candela arde costante, la sua luce viene proiettata su un riflesso per direzionarlo su quelle assi di legno vissute.
Due maschere bianche emergono su una forma umana irregolare, tipico dettaglio della personalità che lo indossa.
Uomo o donna... non è dato comprenderlo.
Maschere elaborate della più pregiata fattura artistica dalle rifiniture dorate su una veste che straborda... in un trionfo dell'eccesso e frivolezze.
Le braccia si aprono leggere ed eleganti per porgerle in posizione di dialogo, pronto per afferrare un momento che si fa attendere, si esibisce dinnanzi ad un pubblico gremito di vuote presenze.
Quel silenzio più totale che distilla il più potente dei suoi rumori, inquieta lo spirito, la personalità che affolla il palco si muove seguendo un discorso che non c'è.
La ricchezza del niente. 
Si ferma d'improvviso arrestando la sua arte, si guarda attorno verso un punto imprecisato facendo scomparire la magia di un'emozione carica di superficiale vuotezza.... e il fremito scorre dentro di lui, la mano che si porta alle maschera per togliersela e scagliarla verso un punto imprecisato lasciando che l'oscurità inghiotta l'oggetto della sua identità.
L'essenza di un volto che nessuno conosce, le dita che si toccano con possessività quel viso dalla quale n'è attratto, che nessuno è degno di poterlo vedere ed ammirare.
Appartiene solamente a se stesso.
Si tocca ancora, le dita scorrono per toccarsi le labbra che si schiudono nelle immagine che il fremito dona al suo essere.
Si muove così nel suo Tempio, il solitario Dio o la Dea di un mondo di sogni illusori.

Dream Theater
 

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