Contea di Blacksbury: Si sente da lontano, la puzza di Scozzese ed Irlandese quando varcano la porta del Messiah. Fra quelle mura consumate e pregne di odore di vino cotto e castagne sul camino acceso, gli avventori hanno un loro modo di riconoscerli: forse per quello strano accento che non tentano di nascondere di questi tempi, quegli abiti tradizionali indossati con orgoglio, il tono di colui/lei che dia l'idea di voler essere Padrone in casa altrui, le occhiatacce malevoli colpiscono come frecce e le nocche scricchiolano lasciando intendere la mancanta benevolenza... li al Messiah, dove dominano incontrastate le bandiere di Madre Inghilterra e c'è un altare dedicato alla Regina elevata a chissà quale divinità scesa in terra per salvare quella plebaglia dall'abbandono. E' una di quelle serate in cui la voglia di menare le mani è tanta e quando si presenta un'occasione ghiotta, si tuffano nella decadenza d'animo. Svago da plebaglia della peggior specie di cui a Blacksbury gronda. La coppia di forestieri scozzesi entrano armati di quei sorrisi timidi e sguardi traboccanti di speranza e accettazione ma quel kilt non è apprezzato fra quelle mura ed in pochi istanti, verranno circondati da ergumeni di grossa taglia. La povera fanciulla impaurita urta una piccola ragazzina bionda sbucata dal nulla, le mani sottili stringono il polso della malcapitata sgattaiolando via con abilità anticipando il peggio. Per il pover'uomo invece, non c'è nulla da fare, gli avventori lo circondano gettandosi su di lui mentre la porta d'ingresso sbatte e le fanciulle rincorrono la salvezza mentre il sangue, macchia il pavimento, fuoriesce dalla porta rubando il candore della neve caduta sulla piazza.
Contea di Lazarus: La salvezza scalda i corpicini fragili delle due giovani fanciulle che corrono contro l'ostilità dell'aria gelida che taglia le guance rosse che si tingono di sangue, il respiro gela in una nuvoletta grigia intorno alle labbra violacee, cadono diverse volte tra le radici degli alberi a rallentate da fuga, le mani gelide che toccano la neve ad ammantare il bosco <Ti porto in un posticin in cui puoi esser al sicur!> cantilena mentre accende la lanterna, a rallegrare il sinistro presagio che cresce nell'animo e che spegne ogni speranza. Ore dopo emerge la via della salvezza dall'oscuro pericolo, la lanterna che galleggia nel molo mentre la risacca s'infrange contro le colonne di legno coperte di alghe che regge la Locanda di Nessy. La vita è salva, il tepore della locanda che rende doloroso il volto e le mani, il petto dolorante per l'aria geldia respirata fin'ora come i piedi feriti e dal colore violaceo posti dinnanzi al camino acceso. La rassicurazione nello sguardo di incrociare nella sala le icone scozzesi... quella sensazione di essere nel posto giusto e al sicuro, le giovani vengono aiutate dal connazionale scozzese nonchè locandiere che si offre volenteroso questa volta, ad accoglierle al sicuro, mentre fuori dalla finestra, oltre alla cortina dell'acqua del lago, si nasconde...
l'Orrore
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